15:34 - martedì, 31 maggio 2005
1....2....3....VIA!
Siamo partiti. I primi commenti sono arrivati.
Il Bourbon Street ha addirittura ispirato alcune pagine di un romanzo. Non vedo l'ora che sia finito per poterlo leggere.
Spero che ci sia un buon via vai di gente qui dentro. Spero che i commenti fiocchino a mille. Ho bisogno di consigli, critiche e quant'altro vi venga in mente di scrivere. FORZA GENTE! DATEVI DA FARE!!!
Ieri, serata tranquilla. Le signorine dell'addio al nubilato non si sono viste. Probabilmente saranno rimaste attaccate ai pettorali (e spero solo a quelli) dello spogliarellista. Chissa'.
Qualche nuovo cliente, piu' i soliti abitudinari. Musica lounge, molto tranquilla.
Sto apprezzando molto di piu' la musica a basso volume.
In principio sono sempre stato dell'idea che la musica dovesse fungere da isolante tra un tavolo e l'altro. Il volume alto doveva garantire la riservatezza dei dialoghi.
Ma in effetti e' anche molto carino vedere il locale con la gente che chiacchiera a bassa voce, e con piu' serenita'.
Quindi...abolito il volume alto, perlomeno in settimana. (i vicini ringraziano!)
Nel weekend e' altra storia. La gente viene per fare casino. E casino sia...
Chi vuole comunque restare tranquillo puo' accomodarsi nella stanza blu dove non c'e' diffusione acustica.
Ieri sera due gocce di pioggia...bastardissime....
Avevo gia' sistemato i tavoli all'aperto, puliti, precisi, sedie, posacenere, accendo le torce....
Cosimo, il vicino ottantenne mi aveva assicurato che non avrebbe piovuto. E se non ti fidi dei vecchi contadini.....
Due gooce...bastardissime...
Via di corsa a tirare dentro i tavoli. Devo assolutamente trovare dei tavoli in plastica. Non posso fare sta storia tutti i giorni e nemmeno posso lasciare i tavoli in legno a rovinarsi.
Stasera giorno libero. Dove si va? Mah...
Andrei volenterieri al Guinness. Nella sede estiva si sta davvero bene. E poi una passata dal bar delle Arti. C'e' la serata di salsa all'aperto. Sono curioso.
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16:19 - lunedì, 30 maggio 2005
Eccoci.
Avrei dovuto cominciare a scrivere questo diario diversi mesi fa. Dal 2 dicembre dell'anno 2004, data di inaugurazione. Oppure ancora prima, quando abbiamo cominciati i lavori, oppure ancora precedentemente, quando il Bourbon Street era solo un'idea...
O ancora prima quando era ancora un sogno?
A pensarci bene e' un sogno ancora oggi.
Fatto sta che l'idea del blog e' venuta fuori oggi. O meglio, l'esigenza e' venuta fuori oggi.
Esigenza di lasciar tracci del percorso intrapreso.
Mi chiamo Nino, ho quasi 32 anni, di professione programmatore. Scrivo righe di software da quando avevo 8 anni e sviluppavo programmini del cazzo sul mio adorato C64.
Ho proseguito negli studi con buoni risultati fino al quarto superiore dell'istituto industriale. L'anno della svolta. L'anno della rivoluzione. L'anno in cui cominci ad assaporare nuove gioie della vita. Risultato....BOCCIATO!
Ok ok, l'ho capita. Ho imparato la lezione, nessun problema. Va bene divertirsi, ma c'e' anche da studiare. 3 MATERIE a settembre. E' gia' un buon risultato, perlomeno posso andare avanti no?
Quinto superiore, cazzeggio amabilmente, fino agli esami di maturita'. Tento di prepararmi insieme a 3-4 amici, ma vanno troppo veloce, non cazzeggiano quasi mai. Mi dissocio. Mi preparo da solo!
Risultato: scena muta all'esame orale. Mi prendo il mio bel 44/60 frutto di un buon compito di italiano e di un impeccabile compito di informatica e via, fuori dai coglioni.
E cosi' comincia il mio lavoro a pieno ritmo nell'azienda del fratello. Storia d'amore importante che mi tiene lontano dal mondo per 2 anni e mezzo.
Scopro cos'e' un pub che avevo quasi forse 23 anni, non ricordo. Vado per la prima volta al Motown.
Tanta gente. L'esperienza mi lascia perplesso.
Poi comincia la vita da single. Il recupero delle amicizie perse. Quell'estate si ballava al Cielo.
E poi venne l'inverno e cominciai a girare con un gruppo di amici che frequentavano praticamente sempre ed un solo pub. L'Arcipicchia.
"Ma che cazzo di nome e'?" - "Vieni e' un bel posto, si gioca anche a freccette, ci divertiamo"
Non ricordo i dettagli delle mie prime volte in quel pub perche' poi e' diventato praticamente casa mia. Ho come l'impressione di esserci nato in quel posto.
Claudio. Personaggio incredibile. Nel bene e nel male. Personaggio carismatico. Sempre una storia da raccontare. A volte vera, a volte inventata per meta', ma poco importava. Sapeva intrattere la gente. Era un mago nell'imbambolarla.
E cosi' i miei amici cominciarono a farsi prendere dallo studio, chi viveva a Bari, chi piu' lontano.
E presi ad andare da Claudio da solo. Una chiacchiera, una birra, una sigaretta, un whisky.
"Visto che ci sei, mi dai una mano con i bicchieri?" - "Certamente, tanto non ho un cazzo da fare".
Meno di un mese dopo lavoravo li quasi tutti i giorni e poi per anni. E poi c'e' stato un periodo in cui lui non c'era e io da solo a mandare avanti la baracca. Poi appena lui torno', io mollai. Molte cose non mi piacevano piu'.
Claudio continuo il suo percorso, trovo un socio, ma dopo poco tempo, alcuni problemi lo costrinsero fuori matera per vario tempo. E il socio, alias Antonio il rosso, si ritrovo' in qualche modo a portare avanti qualcosa di cui non sapeva nulla.
A settembre del 2001 gli propongo di cedermelo in gestione. Contatto il mio fido amico Michele e gli propongo una societa'.
A ottobre si parte. Il pub era ormai morto, andato, bruciato.
Nel giro di un mese e' tornato nel giro. Bilancio di ottobre chiuso in pari. A Novembre si continua a crescere, grazie anche ai concerti blues. Dicembre e' l'eplosione. Il 2 gennaio, furibonda litigata con Antonio e suo padre. Si chiude bruscamente la gestione.
Fine dei giochi. Tristezza infinita, ma l'orgoglio e la dignita' vanno rispettati.
Gli amici sono piu' tristi di noi. Avevamo creato una casa per tutti. La festa di Capodanno viene ancora ricordata da tutti.
Va bene cosi'. Mi godo la mia relazione di coppia con la bella Maria. Non e' facile fare questo lavoro e avere una relazione. Devi trovare la donna in gamba disposta a seguire i tuoi ritmi. Non e' facile. Oggi posso affermarlo ancora con piu' forza.
A luglio vengo a sapere dell'apertura di un nuovo pub. Ok, si va a vederlo. Toh...chi ti trovo dietro il bancone? Piero, un vecchio amico. Barista di professione. Tra i migliori della citta'.
Dopo una serie di chiacchiere mi fa sapere che li' c'e' bisogno di aiuto nel fine settimana.
Mi faccio un paio di discorsi nella testa:
1) E' una situazione completamente diversa dall'Arcipicchia. E' molto + grande, + dipendenti, un bancone enorme
2) Qui si preparano cocktail e io so fare si e' no un coca&whisky. Io vendevo birra non queste stupidaggini da fighette.
3) No no no. Non e' per me. Non sono all'altezza.
E cosi' ho accettato al volo. Una sfida troppo grande per poter dire di no.
Comincio in maniera molto formale, rapporto lavorativo serioso. Con il tempo cambiano un po' di cose nella gestione. Uno dei gestori va via, rimane soltanto Angelo. Comincia a crearsi confidenza. Passano i mesi e divento praticamente di casa. Una persona di fiducia. Piero nel frattempo e' andato via. Mi ritrovo a mandare avanti il banco. Quell'immenso banco. Soddisfazione incredibile. Ho cominciato a miscelare anche io qualche drink da fighette. Sto migliorando. Piero e' un'ottima scuola. Ma il miglior modo per imparare e' assaggiare, provare...
Ormai il Guinness mi e' entrato nel cuore. Passo li le mie serate anche quando non lavoro. Tra i miei amici comincia sentirsi dire "andiamo da Nino" per indicare il Guinness.
Poi un giorno il pallino..."No non ci sono soldi, non potrei mai."
Poi arriva il diavolo tentatore....Gianni. 20 anni di duro lavoro alle spalle. Sogno nel cassetto: avere un pub.
"No Gianni, io non ho una lira." - "I soldi si trovano".
E ci ritroviamo in giro a guardare locali. Vediamo il primo. Porca puttana questo sarebbe perfetto...il bancone li', il concerto la', i tavoli di qua...
"Ok le facciamo sapere".
Ne giriamo altri, ma quello li ci ha fulminato.
Ok il Mustang Sally sara' ubicato li'. E' febbraio. Tutto viene rimandato. Gianni ha appena avuto un figlio, non puo' star dietro alla cosa.
A giugno circa, ci si rimette in moto. Io fremo. Nel frattempo ho cambiato nome al pub. Si chiamera' MOJO (sacchettino in cui si raccolgono gli amuleti voodoo). Derivante da un bel pezzo blues "I've got my mojo working" suonato egregiamente dai Dipinto di Blues, una band di amici. Ma durera' poco.
Fino ad un pomeriggio sotto casa di Gianni, in cui mi regalo' una bottiglia di Wild Turkey.
Wild Turkey....wild turkey...bourbon whisky....mojo...voodoo...lousiana...new orleas....wild turkey....bourbon whisky...new orleans...bourbon....
BOURBON STREET!
Ed eccoci qua.
A 5 mesi dall'apertura. A cercare di fare un resoconto di quello che e' stato fatto, a cercare di progettare il futuro, in base all'analisi degli errori, delle esperienze vissute.
Ora piu' che mai mi sono messo in ascolto. Voglio sentire la gente. Voglio sapere cosa vorrebbero.
I materani sono una clientela difficile. Un po' lunatica, alle volte anche pecorona. Corre dietro ad un fenomeno momentaneo, lo "illude", poi lo abbandona spietatamente.
E poi c'e' questa crisi del salotto che spaventa e preoccupa tutti. Anche chi non ne e' direttamente coinvolto.
E tra quelli che ne risentiranno di piu', ci sono le attivita' di svago. E i pub sono tra questi.
E allora che fare? Ci facciamo spaventare e chiudiamo tutto?
NO! Non e' cosi' che deve andare. Bisogna tener duro e continuare a lavorare, meglio di prima.
Ed e' quello che sto cercando di fare. Anche se il mio socio e' stanco e pensa di uscirne fuori. Lo capisco perfettamente. Tra i turni massacranti al lavoro, e la famiglia che lo reclama, non e' assolutamente facile.
Quindi si era pensato di vendere. Ma dopo 5 mesi io non ci sto. Vado avanti. Da solo sara' dura, ma organizzandosi si puo' fare.
Adesso l'unico pensiero e sistemare decentemente il terrazzino in modo da creare un bell'angolino tranquillo per questa estate.
La vista e' splendida. Non vedo l'ora che arrivi il 2 luglio per gustarmi i fuoci d'artificio comodamente seduto e sorseggiando una golden fire gelata.
E' lunedi, oggi comincia la settimana. Stasera c'e' un gruppo di ragazze per un addio al nubilato. Speriamo siano allegre e vivaci.
Il weekend non e' stato male. Venerdi si e' lavorato decisamente bene. Il sabato e' in calo, ma e' normale, considerando l'apertura delle discoteche.
E' uscito il sole per fortuna. Il grigio mi aveva fatto preoccupare. Non ho rientrato i tavolini ieri notte.
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